Comune di CAPANNORI

Badia di San Bartolomeo - Cantignano

Fondata nel VII-VIII sec., presenta la tipica pianta abbaziale a navata unica con abside e transetto risalente all’XI sec.. Nel XVIII sec. la facciata fu sostituita da una nuova, cui è oggi addossato un portico. La curva absidale ed il tratto destro del transetto incorporano in base e per tre metri in alzato il paramento murario altomedievale. Integro è l’apparato decorativo dell'abside, dove, al di sopra della muratura altomedievale, il paramento diviene regolare, articolato in filari di bozze ben squadrate, con una decorazione ad ampie archeggiature doppie su lesene pensili. All'interno è emersa nella zona presbiteriale una rara decorazione ad affresco dell’XI-XII sec. Si conserva anche una "Madonna in trono e i Santi Bartolomeo e Martino" di Agostino Marti (1516).


Chiesa dei Santi Quirico e Giulitta

Menzionata dal 786, conserva dell’impianto del XII sec. il paramento della facciata nella zona della navata centrale. L’inserimento del transetto e di una nuova struttura absidale, alla fine del XIX sec., e la decorazione interna delle volte e del catino absidale (Michele Marcucci, 1897) conclusero una trasformazione iniziata nel 1642 con l’aggiunta di tre navate laterali. Il doppio ordine di gallerie che scandisce la facciata rivela l’adesione a moduli di origine pisana, innestati sulla tradizione locale. Ad un ambito culturale lucchese rimanda una lastra marmorea con un Vescovo con il pastorale murata in controfacciata. All’interno, tele di Michele Marcucci, ("Sacro Cuore", 1899, "Anime del Purgatorio", 1901) e Nicolao Landucci ("Madonna del Rosario", 1857).


Chiesa della Santissima Vergine dei Dolori - Segromigno in Piano

Ideata da Giuseppe Pardini verso il 1865, rappresenta un coerente sviluppo dell’opera dell’architetto. La grande basilica a tre navate con transetto immisso, ampia cupola di crociera e presbiterio con abside scandita da un diaframma colonnare semicircolare sviluppa premesse genericamente rinascimentali rinforzandole grazie a un decorativismo che nella redazione originaria prevedeva, oltre a una forte presenza di rilievi in stucco, statue, serliane e candelabre, anche l’accentuata qualificazione cromatica delle membrature architettoniche. Si trattava della revisione, in chiave “moderna”, di un classicismo di matrice cinquecentesca che non rinunciava a sperimentare le avventure dell’incombente eclettismo di fine secolo.

Chiesa di San Bartolomeo - Ruota

Risalente all'XI sec., a navata unica con abside, è stata alterata nel corso dei secoli. Solo la zona absidale conserva caratteri medievali ben definiti; la facciata è quasi completamente rimontata, riutilizzando materiale originale, tra cui alcune bozze decorate da motivi a intreccio. Nell’abside la muratura è a filari regolari di bozze squadrate con un coronamento ad archetti pensili sostenuti da mensole che costituiscono una versione più tarda di apparati decorativi arcaici. All’interno, la monumentale "Madonna in trono fra i Santi Bartolomeo, Giovanni Evangelista, Maddalena e Apollonia" di Vincenzo Frediani (l488). E’ anche conservata una scultura lignea che raffigura la "Madonna in trono con il Bambino" (metà del Trecento).


Chiesa di San Cristoforo - Lammari

Fondata nell’812, al primitivo edificio a navata unica, di cui resta l'architrave, reimpiegato nel portale d’ingresso, si sostituì nel X sec. una struttura a tre navate, il cui paramento esterno e l’apparato decorativo vennero rinnovati alla fine dell'XI sec. A tre navate spartite da pilastri con abside, con facciata a capanna dalla struttura assai ribassata e con
spiovente unico, presenta un paramento a bozze accuratamente squadrate. Le membrature architettoniche disegnano nettamente la struttura geometrica dell'edificio, concluso nella parte superiore da archeggiature in origine decorate da bacini ceramici oggi perduti. L’apparato decorativo delle mensole che sostengono gli archetti alterna, a motivi tratti dal repertorio altomedievale, elementi ad ovoli e dentelli di matrice classica. La chiesa fu trasformata fin dal XVI sec.: la facciata assunse una struttura ad oratorio con ampie finestre ai lati della porta, protetta da una tettoia; all’interno vennero inserire volte al posto delle originarie capriate.


Chiesa di San Leonardo in Treponzio

Edificata alla fine dell’XI sec., condivide con la basilica di Sant’Alessandro a Lucca il recupero di una spazialità di tipo basilicale, l'interesse per un paramento murario assai curato, che assume valori decorativi nell'alternanza della dimensione dei filari, e l'attenzione ad una definizione dello spazio ottenuta con l'uso di membrature architettoniche che si stagliano su paramenti lisci. Alla fine del XII sec. la facciata fu completata da un portale ispirato ai tipici motivi diffusi dalla bottega di Guidetto. Il motivo-firma del maestro, un girale vegetale che include cespi di foglie rigonfie, animali immaginari e scene di caccia, è chiaramente riconoscibile sull’archivolto.


Chiesa di San Martino di Ducentola - Ducentola

La chiesa, a navata unica con abside, è menzionata come già esistente nell’893, ma é di costruzione più antica: infatti il paramento dei fianchi e della parte inferiore della facciata rivela la tipica struttura muraria a ciottoli di fiume, messi in opera a lisca di pesce, che ne fa risalire la datazione all'VIlI secolo. L’edificio fu poi rialzato e l'abside sostituita da una nuova struttura a bozze squadrate di arenaria di medie dimensioni; l'archivolto della monofora centrale, l’unica originale, segnato da tre sottili incisioni falcate che trovano precise rispondenze in altri edifici medievali della Val di Serchio, consente di datare questa parte dell’edificio agli inizi dell’XI secolo.


Chiesa di Santa Maria Assunta - Marlia

Venne integralmente ricostruita a partire dal 1833 su progetto di Giuseppe Pardini, realizzando il più impeccabile paradigma dell’architettura del classicismo romantico in terra di Lucca, insieme al vicino Convento dell’Angelo. Le forme, derivate dai modelli dell’antichità, sono sapientemente fuse con quelle rinascimentali e riproposte secondo una scrittura nitidissima e ricca dal punto di vista cromatico e decorativo. L’interno, che custodisce una pala quattrocentesca di Michelangelo di Pietro Membrini, lascia trapelare, grazie ai colori chiari delle pareti e all’arredo marmoreo, la volontà di creare forme non soltanto geometricamente armoniose ma anche ricche di episodi capaci di “commuovere” il sentimento dei visitatori.


Chiesa di Santa Maria e Sant'Jacopo - Lammari

Citata nel 904, fu ricostruita alla fine dell’XI sec. Nel XVIII sec. fu rialzata e dotata di cupola e transetto. La facciata e il fianco sinistro sono le uniche parti che conservano tracce del paramento originario, con resti dell'apparato decorativo: un portale con lunetta e ghiera in calcare bianco, e un tratto del coronamento ad archetti pensili sostenuti da mensole con ornamenti fitomorfi e animali alternati a motivi ad ovoli e dentelli. In facciata, sopra il quattrocentesco portale di Marco da Como (1456), sono inseriti tre bassorilievi, parte originariamente della tomba del pievano Lieto, legata all’attività di Biduino (seconda metà del XII sec.). All'interno, tra le sculture il tabernacolo con "Cristo in Pietà" di Matteo Civitali (1496-1501); un "San Leonardo" in terracotta (seconda metà del XVI sec., due "Angeli" in marmo della cappella dei Santissimo, il fonte battesimale e il tabernacolo (1504). Tra i dipinti, la "Madonna con il Bambino e i Santi Antonio Abate, Bartolomeo e Nicola di Bari" di Agostino Marti, e una "Natività" di Gherardo delle Catene. In controfacciata, su di una cantoria del 1681, è collocato un prezioso organo di Domenico Cacioli (seconda metà del Seicento).


Pieve di San Frediano di Lunata - Lunata

Già esistente nell'VIII sec., è stata ristrutturata alla fine del XVIII sec. e ancora ampliata nell’Ottocento, e solo il campanile ne rivela l'origine medievale. La decorazione ad affresco nell'abside e nella cupola, degli inizi del Novecento, è di Michele Marcucci. Fra le opere, lo "Sposalizio mistico di Santa Caterina", sormontato da una lunetta con il "Padre Eterno in una gloria di angeli", di Francesco Vanni (1602-1604), e "San Giovanni Battista tra i Santi Girolamo e Jacopo" di Alessandro Ardenti (1566). La chiesa possiede anche una statua lignea della "Madonna in trono col Bambino" (fine XIII sec.). L'acquasantiera e il fonte battesimale risalgono al XV sec., il tabernacolo per oli santi, appena posteriore, è opera di una maestranza civitalesca.


Pieve di San Gennaro

Ricordata dal 980, è stata rimaneggiata nel corso dei secoli. A tre navate e tre absidi (resta soltanto quella di sinistra), presenta nella facciata numerosi elementi di rifacimento: originali sono i capitelli cubici del portale e la loggetta dell’ordine superiore. Lungo il fianco settentrionale si conserva il motivo ad archetti pensili su mensole con un repertorio decorativo variato, replicato anche nelle mensole della zona absidale e, all’interno, nei due capitelli delle colonne in controfacciata. Gli altri esemplari della navata sinistra seguono una diversa tipologia a cubo, con figurazioni astratte fortemente geometrizzate. Diversi sono i capitelli della navata destra, in corrispondenza della quale si erge il pulpito del 1162.


Pieve di San Lorenzo Segromigno Monte

Le prime notizie relative alla pieve risalgono all’anno 816; l’impianto odierno, alterato nel XVIII secolo nella zona absidale, può tuttavia essere ricondotto al XII secolo. La zona più significativa dell’edificio, a tre navate divise da colonne, è costituita dalla facciata a doppio spiovente e navata centrale emergente, dalla peculiare impostazione a fasce bicrome. Una soluzione, questa, che documenta l’avvenuta assimilazione delle novità pisane del Duomo di Buscheto e, nella libera disposizione delle arcate e nella scelta di un ricco repertorio decorativo, la loro libera fusione con modelli di tradizione lucchese.


Pieve di San Paolo - San Paolo

Ricordata dall’VIII sec., è la più antica pieve del territorio. L’attuale impianto a navata unica risale al XII sec. I fianchi sono coronati da archetti monolitici sostenuti da mensole, decorate a fogliami spinosi. La facciata a capanna è caratterizzata da un gioco cromatico creato sia dalla muratura a fasce alternate bianche e grigie, sia da una loggetta cieca che corre sotto il timpano. Nei capitelli delle colonnine è evidente l'esperienza di una maestranza di cultura biduinesca. Una ristrutturazione del XVII sec. ha modificato la struttura medievale che ora si presenta a croce latina con un ampio transetto e la facciata preceduta da un portico. Tra le opere, due tavole di Agostino Marti con gli "Evangelisti Andrea e Giovanni" (metà XVI sec.).


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