| Alfredo
catalani, musicista e compositore, nacque a Lucca nel 1854
e morì a Milano nel 1893. Avviato agli studi classici,
presto li abbandonò per dedicarsi completamente alla
musica che studiò dapprima a Lucca, dove vinse un premio
di contrappunto e composizione, poi al Conservatorio di Parigi
e in quello di Milano.
Qui,
dopo una vita piuttosto stentata, nel 1886, alla morte di
Ponchielli, ebbe l'incarico d'insegnare alta composizione.
Delle opere di Alfredo Catalani possiamo elencare: La Falce
(1875), Elda (1880) che poi venne rifatta col nome di Loreley
nel 1890, Dejanice (1883), Edmea (1886).

L'ultima fu La Vally, di gran lunga la migliore, la più
nota e completa.
Fisicamente fu molto provato, infatti morì di tisi
come il fratello e la sorella. Con il suo carattere dolce
e mite, alieno dalle discussioni e dalle polemiche, non
riuscì a farsi valere, ad imporre la sua voce, il
suo impegno, la sua ispirazione, in quel periodo di lotte
e contrasti dell'ambiente musicale. Altri compositori seppero
assicurarsi meglio l'attenzione del pubblico (Mascagni,
Leoncavallo, Franchetti, Puccini).
La critica ufficiale contrariava Catalani perché
era molto riluttante ad inserire nel melodramma italiano
la cultura romantica tedesca; soltanto Toscanini, che aveva
stima e ammirazione per le sue opere e che si era legato
con fraterna amicizia al giovane e sfortunato compositore,
riuscì ad imporre La Vally. L'opera entrò
poi nel repertorio corrente e nel 1932, in America, fu portata
anche sugli schermi.
Dal punto di vista musicale rimangono valide la nobiltà
dell'ispirazione e un linguaggio scarno ma non povero.
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