Più
di trecento tra grandi e piccole sono le residenze in villa che
i lucchesi si costruirono nel corso di quattro secoli nei siti
più ameni della campagna e dell'arco collinare che circonda
la piana di Lucca. Questo patrimonio è ancora tutto nella
mano privata, che sovente l'ha tramandato da una generazione all'altra
con l'accurata attenzione che i lucchesi sanno manifestare nelle
cose destinate a rimanere nel tempo. Il visitatore non si trova
quindi di fronte ad un repertorio circoscritto di monumenti, ma
ad una testimonianza eterna di valori che vanno dall'architettura
al paesaggio, dall'agricoltura alle attività tradizionali,
dove potrà altresì trovare anche luoghi nascosti
di quiete e di meditazione, di contemplazione e rigenerazione
dello spirito, nei quali è necessario entrare senza la
piretica inquietudine del turista e tempo. In altre parole in
punta di piedi. E' necessario comunque organizzare questo viaggio
in uno o più percorsi, nessuno dei quali riuscirà
ad essere esauriente sul tema delle ville di Lucca, perché
la tentazione sarebbe forse quella di girovagare senza una meta
precisa, seguendo un muro di pietre scarnite dal vento e con sorpresa
incontrare eleganti prospetti di antichi palazzi celati da maestosi
alberi secolari
Lodovico
Buonvisi fece costruire la Villa, oggi Oliva, intorno al
1500, ed incaricò del progetto Matteo Civitali. Questa
villa si presenta con due saloni sovrapposti nella parte
centrale, da nord a sud e con il caratteristico loggiato
aperto su due piani, le cui colonne in unico blocco sono
di pietra di Matraia. Dopo i Buonvisi, una famiglia che
si estinse ai primi dell'Ottocento, la Villa ebbe diversi
proprietari: i Montecatini, i Poniatowski (il principe Carlo
è sepolto nella cappella), i Rosselmini Gualandi,
il cardinale Maffi (da cui passò al Piccolo Cottolengo),
i Paolozzi. Da questi, infine, la proprietà fu acquistata
dalla famiglia Oliva che vi eseguì importanti lavori
di ristrutturazione. Nel 1600, la villa ospitò un
Concistoro promosso dal Cardinal Francesco Buonvisi, alla
presenza di papa Alessandro VII Chigi della Rovere e di
numerosi cardinali. Nel Parco della Villa, interamente recintato,
e la cui superficie è di circa 5 ettari, la parte
a nord si caratterizza, oltre che per l'anfiteatro di lecci,
per un "grottesco" con giochi d'acqua e statue
di marmo. A sud il parco si sviluppa su tre livelli: in
quello centrale un viale di cipressi conduce direttamente
al cancello dell'ingresso principale, artisticamente decorato
di modanature e di mascheroni rustici.
La vasca detta "delle cascatelle" con bassorilievi
e statue in cotto interrompe a metà la prospettiva
di questo viale. Al livello più alto del Parco si trovano
vasche con zampilli, un boschetto di lecci, la limonaia, e
grandi prati incorniciati da alberi. Il livello basso del
Parco, oggi mostra una piantagione di eucaliptus con una galleria
di carpini parallela al viale principale. Il parco è
ricco di molte e rare essenze come la pianta denominata Gingo
Biloba, la canfora, l'olea fragrans, la felloia e molte altre.
Oltre alla fontana ricordata, notevoli sono quelle "della
Sirena" e "dell'Abbondanza". Un "grottesco"
con nuovi giochi d'acqua fronteggia il loggiato della villa,
e dietro ad esso si trova un'abetaia. Due cancelli d'ingresso
oltre al principale si caratterizzano per alcune statue di
cani. Di notevole interesse architettonico è il complesso
delle scuderie dei Buonvisi.