Più
di trecento tra grandi e piccole sono le residenze in villa che
i lucchesi si costruirono nel corso di quattro secoli nei siti
più ameni della campagna e dell'arco collinare che circonda
la piana di Lucca. Questo patrimonio è ancora tutto nella
mano privata, che sovente l'ha tramandato da una generazione all'altra
con l'accurata attenzione che i lucchesi sanno manifestare nelle
cose destinate a rimanere nel tempo. Il visitatore non si trova
quindi di fronte ad un repertorio circoscritto di monumenti, ma
ad una testimonianza eterna di valori che vanno dall'architettura
al paesaggio, dall'agricoltura alle attività tradizionali,
dove potrà altresì trovare anche luoghi nascosti
di quiete e di meditazione, di contemplazione e rigenerazione
dello spirito, nei quali è necessario entrare senza la
piretica inquietudine del turista e tempo. In altre parole in
punta di piedi. E' necessario comunque organizzare questo viaggio
in uno o più percorsi, nessuno dei quali riuscirà
ad essere esauriente sul tema delle ville di Lucca, perché
la tentazione sarebbe forse quella di girovagare senza una meta
precisa, seguendo un muro di pietre scarnite dal vento e con sorpresa
incontrare eleganti prospetti di antichi palazzi celati da maestosi
alberi secolari
Due
maestose ali di cipressi lunghe quasi un chilometro, annunciano
la teatrale facciata del miglior esempio di architettura
barocca in Toscana. La Villa ed il parco risalgono al primo
'500, proprietà dell'allora potente famiglia Buonvisi.
Fu luogo di incontri tra la Marchesa Lucrezia, moglie di
Lelio Buonvisi, e il suo amante (Arnolfini) che sembra sia
stato catturato proprio di fronte ai cancelli di Camigliano,
accusato dell'assassinio del Marchese Lelio, avvenuto in
città. Nella prima metà del '600, la Villa
di Camigliano venne acquistata dal Marchese Nicolao Santini,
ambasciatore della Repubblica di Lucca alla corte di Luigi
XIV (Re Sole) il quale volle trasformarla in una dimora
sontuosa, con un giardino a parterres fioriti e grandi vasche
sul davanti nelle quali si riflette la facciata, realizzate
come dai progetti di Le Nôtre per la reggia di Versailles.
Creò il Giardino-Teatro di Flora con grotte e giochi
d'acqua ancora funzionanti e visibili nella Grotta dei Venti.
Un notevole esempio di grotta a pianta circolare a mosaico
di pietre contornata da nicchie con importanti statue dei
venti con fontane nel basamento e sormontata da una cupola
da cui fuoriesce la grande pioggia d'acqua.
Il giardino "entra" nella Villa come decorazione
negli affreschi di Pietro Scorzini perfettamente conservati
(raffiguranti le stagioni nelle camere, scene mitologiche
nei salotti e l'imperatore Aureliano nel salone principale)
che fanno da cornice agli arredi originali tutt'ora esistenti.
La Villa è infatti ancora abitata dalla famiglia discendente
dal Marchese Nicolao attraverso il matrimonio dell'ultima
erede Vittoria Santini che sposò nel 1816 il Marchese
Pietro Guadagni Torrigiani. I loro busti sono sulla facciata
e nella cappella (visitabile) dove sono sepolti anche il Marchese
Carlo Luca e sua figlia la Marchesa Simonetta Torrigiani che
sposò (1937) il Principe di Stigliano Don Carlo Colonna,
dai quali l'odierna discendenza. Il parco ha poi assunto dal
XIX secolo, sulla parte antistante e retrostante la Villa,
un aspetto più romantico con l'inserimento di essenze
provenienti da varie parti del mondo, oggi ancora splendidi
esemplari di: Liriodendrom Tulipifera, Taxodium districtum,
Olsmanthus fragrans, Cedro dell'Atlante e molte varietà
di Camelia.